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Prova di navigazione Tornado 38 New Edition

//Prova di navigazione Tornado 38 New Edition

Prova di navigazione Tornado 38 New Edition

SCHEDA TECNICA
COSTRUZIONE E ALLESTIMENTO
LA PROVA

Il ritorno, atteso e sperato, di uno scafo di impostazione offshore che, negli anni passati, è stato un’icona di stile e di prestazioni e che, oggi, si ripresenta con tutta la tecnologia di avanguardia.

Esiste un misterioso patto di fedeltà tra un certo genere di appassionati e le cose che essi eleggono a icone del loro personale stile: nel vestire, nel guidare, nell’andar per mare. Capita così che una barca, tornata alla ribalta dopo un periodo di assenza motivato da vicissitudini direttamente o indirettamente legate alla crisi degli anni passati, eserciti di nuovo, improvvisamente, tutto il suo potere magnetico. E’ successo a Genova, nel corso del salone di settembre, quando una quantità di entusiasti si è raccolta tutti i giorni di fronte al Tornado 38, scambiando impressioni, ricordi, aneddoti, non di rado legati alla propria storia familiare.

Però intendiamoci: l’iniziativa di riproporre questo modello da parte della nuova proprietà del cantiere non ha molto a che vedere con la nostalgia, trattandosi piuttosto della completa rilettura di un progetto offshore tra i più riusciti e apprezzati della storia nautica recente. Tecnici di questa operazione sono stati l’ingegnere Pier Luigi Mammocchi e l’architetto Luca Braguglia i quali, pur nel pieno rispetto dell’impostazione originaria, hanno introdotto quegli elementi funzionali ed estetici che danno pieno significato alla definizione New Edition.

Lo scafo si presenta con il suo tipico profilo basso e slanciato, sottolineato da un lieve cavallino rovescio che mantiene pressoché costante il suo raggio di curvatura per tutta la lunghezza, mentre la controstampata di coperta ne accompagna l’andamento elevandosi moderatamente sulla linea del trincarino, ben evidenziata da un bottaccio d’acciaio. Il pozzetto, lineare e razionale, dispone di un ampio divano a “L” sul lato sinistro, servito da un tavolo a comando elettrico che può essere regolato in altezza fino a mimetizzarsi del tutto all’interno del pagliolato a filarotti di teak, proprio a fianco del portellone che permette di accedere a una voluminosa stiva.

Sul lato opposto, il divanetto di guida poggia sul cospicuo mobile della cucina esterna (se ne prevede infatti la riduzione a partire dal prossimo esemplare) che, comunque, ha il pregio di alloggiare razionalmente la zattera autogonfiabile. L’ampio prendisole, che sul lato dritto lascia un comodo spazio di collegamento con la plancetta di poppa, si sviluppa sul portellone della sala macchine: un ambiente davvero ampio e ben organizzato che permette di raggiungere in piena comodità i vari elementi che ne fanno parte. Sottocoperta si è optato per un luminoso ambiente unico che proprio in nulla ricorda la pianta originale.

Infatti, quel vago senso di oppressione che emanava dagli interni delle edizioni precedenti – peraltro assai comune a quasi tutti i motoscafi sportivi della stessa taglia – ha lasciato il posto a un sorprendente senso di spazio, consentito anche da una sapiente articolazione delle zone funzionali. Adesso mettiamo in moto i due Volvo Penta D4 da 300 HP e usciamo in mare. La barca mostra subito una spiccata agilità, favorita anche dai circa 400 chilogrammi di peso in meno, rispetto al passato, che ne abbattono sensibilmente la già contenuta inerzia. La risposta alle leve degli acceleratori è dunque pronta, quasi nervosa, invitandoci a dosare la potenza ad ogni passaggio d’onda, proprio come si fa in gara.

Ma lo scafo viaggia comunque su binari, tanto sul dritto quanto in accostata, forte anche della notevole stellatura che gli permette di assorbire disinvoltamente ogni asperità e che, allo stesso tempo, gli impedisce di cedere ai nostri ripetuti tentativi di entrare in testa-coda. Insomma, il divertimento in piena sicurezza è assolutamente garantito, tanto da contenere la nostra curiosità di scoprire le prestazioni ottenibili con le motorizzazioni più potenti.

LA PROVA

  • Vento: 2
  • Mare: 2
  • Carichi liquidi (1/4, 2/4, 3/4, 4/4): 3/4
  • Persone: 4
  • Stato dell’opera viva: discreto
  • Velocità minima di planata (flaps e/o trim a zero): 14,5 nodi
  • Velocità minima di planata (flaps e/o trim estesi): 14 nodi
  • Velocità massima: 37,9 nodi
  • Velocità al 90% del numero di giri massimo: 32,3 nodi
  • Fattore di planata: 2,61 (elevato) (E’ il rapporto tra velocità max e minima di planata con flaps retratti. In termini pratici, indica il range di velocità “in assetto” a disposizione del pilota. Valori fino a 1,95 bassi; da 1,96 a 2,30 normali; da 2,31 a 3,90 elevati; oltre 3,90 molto elevati).
  • Area pozzetto: mq 7,25
  • Altezza massima interna (zone transitabili): m 1,80
  • Altezza minima interna (zone transitabili): m 1,76
  • Altezza sala macchine: m 1,60
  • Larghezza minima passavanti: m 0,20
  • Allestimento tecnico della coperta: ottimo per razionalità generale e qualità dei componenti
  • Allestimento del pozzetto: semplice, lineare, versatile
  • Sistemazione zattera autogonfiabile: è presente un alloggiamento dedicato molto pratico in pozzetto
  • Trattamento antisdrucciolo: teak a filarotti in pozzetto, efficace ed elegante; punta di diamante non molto rilevata in coperta
  • Vani di carico: eccezionali, soprattutto per la stiva centrale
  • Ergonomia della plancia: buona per la posizione eretta; sufficiente da seduti
  • Visuale dalla plancia: ottima in tutte le direzioni
  • Articolazione degli interni: open-space razionale e gradevolmente movimentato
  • Finitura: buona ma migliorabile (abbiamo provato un prototipo)
  • Cucina: pratica quella esterna; eccellente quella interna
  • Toilette: insolitamente comoda e ben attrezzata per la tipologia di scafo
  • Sala macchine (ambiente): volume ampio e ben aerato che consente di raggiungere senza difficoltà i vari organi
  • Sala macchine (allestimento tecnico): impiantistica di alto livello, sia per la qualità dei vari dispositivi sia per l’ottima realizzazione
  • Risposta flaps: progressiva ed efficace
  • Stabilità direzionale: eccellente a tutte le velocità
  • Stabilità in accostata: davvero ottima a qualsiasi raggio e a tutte le velocità
  • Manovrabilità in acque ristrette: è quella tipica della propulsione con piede poppiero. L’elica di prua è optional
  • MOTORI: Volvo Penta D4 2 x 300 HP
  • UNITA’: Tornado 38 SE
  • DATI FORNITI DA: Nautica
giri/min velocità litri/ora litri/miglio Autonomia
600 5,5 2,4 0,43 1.512
1000 8 7,7 0,96 685
1200 8,7 11 1,26 522
1400 8,9 14 1,57 419
1600 9,7 23 2,37 278
1800 10,3 30 2,91 226
2000 13,5 40 2,96 222
2200 17,7 50 2,82 233
2400 19,5 58 2,97 221
2600 22,4 62 2,76 238
2800 26 67 2,57 256
3000 29,4 77 2,61 251
3200 32,1 89 2,77 238
3400 33,7 95 2,81 234
3600 37,9 116 3,06 215

Rumorosità (in dB)* a vel. Crociera

Cabina prua (masconi): 80

By |2018-12-12T16:05:34+00:00novembre 6th, 2016|Tornado 38 new edition|0 Comments