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Tornado 50S2018-12-21T10:07:06+00:00
SCHEDA TECNICA
Costruzione e allestimento
LA PROVA

Tornado 50S

Quella di rilanciare il mitico Tornado 50 non è un’operazione nostalgica. Piuttosto, nasce dalla volontà di Tornado Yacht di implementare le tecnologie più avanzate in un classico dell’offshore che, negli anni e in centinaia di unità, ha dato prove inequivocabili delle sue eccellenti qualità.

Prova ne sia il fatto che il particolare sviluppo di questo primo esemplare della nuova generazione è passato attraverso i severi uffici tecnici della Volvo Penta che, svolgendo una lunga serie di calcoli, interventi e test, hanno portato il sistema scafo-propulsione a un’accordatura perfetta.

Sotto questo aspetto, è interessante notare la modifica che gli ingegneri della casa svedese hanno apportato all’originario ginocchio di carena (in sostanza, il punto di confine tra fondo e murata), che ora presenta un “chine” alquanto pronunciato soprattutto verso poppa: una sorta di gradino che ha la funzione di contrastare il tipico effetto sbandante impresso in accostata dalla speciale propulsione azimutale.

Un’altra modifica importante, in quanto tutt’altro che secondaria per una carena fortemente stellata, è rappresentata dalla sostituzione dei “vecchi” flap con gli attualissimi interceptor. Sottocoperta, la prima impressione di spazio e addirittura di luce – abbastanza sorprendente se si pensa all’impostazione flush deck dello scafo e alla sola presenza di piccoli oblò ellittici – è dovuta sia alle notevoli misure fisiche degli ambienti sia alle forme minimaliste degli arredi, perfettamente coerenti con il loro colore bianco naturale.

Le immagini nel Tornado 50S

LA PROVA

  • CONDIZIONI – Vento: 1 – Mare: 1 – Carichi liquidi: 2/4 – Persone: 5 – Stato dell’opera viva: mediocre.
  • RILEVAZIONI – Velocità minima di planata (flap e/o trim a zero): 15,5 nodi – Velocità minima di planata (flap e/o trim estesi): 15 nodi – Velocità massima: 39 nodi – Velocità al 90% del numero di giri massimo: 32 nodi – Fattore di planata: 2,51 (elevato).
  • MISURAZIONI – Area pozzetto: mq 13,50 – Altezza massima interna (zone transitabili): m 1,93 – Altezza minima interna (zone transitabili): m 1,83 – Altezza sala macchine: m 1,00 – Larghezza minima passavanti: m 0,23.

Usciamo in mare. Lungo un bel tratto della rapida accelerazione, diciamo pure da 0 a 16 nodi, il ricorso agli interceptor per sostenere la poppa di uno scafo che è tendenzialmente “seduto”, come si riscontra nella maggior parte degli offshore, è da considerarsi necessario. Successivamente, cioè in piena planata, la decisione di retrarli del tutto o di lasciarne fuori una piccola porzione può dipendere da diverse valutazioni: il carico, lo stato del mare, la visuale in avanti. Ma prossimi alla velocità massima – vale a dire poco meno di 40 nodi – non se ne sente affatto il bisogno. In accostata, a diversi raggi e a tutte le velocità, a farsi apprezzare è l’ottima sintonia tra carena e Ips: persino nei casi limite, lo sbandamento – qui inteso come inclinazione trasversale – non raggiunge mai valori preoccupanti e, disegnando cerchi sull’acqua, lo scafo torna sulla sua scia con precisione millimetrica.

Valutazioni della barca provata

Allestimento tecnico della coperta: coerente con l’impostazione spiccatamente sportiva dell’imbarcazione.
Allestimento del pozzetto: semplice, lineare, versatile.
Sistemazione zattera autogonfiabile: gavone dedicato in pozzetto.
Trattamento antisdrucciolo: classico teak a filarotti. Molto efficace ed elegante.
Vani di carico: adeguati alla tipologia dell’allestimento.
Ergonomia della plancia: ottima soprattutto per la posizione eretta.
Visuale dalla plancia: quando non si ricorre alla pedana aggiuntiva, risulta leggermente penalizzata verso prua se lo scafo è in assetto appoppato.
Articolazione degli interni: semplice, geometrica, razionale.
Finitura: ottima anche nei punti poco in vista.
Cucina: comoda e ben attrezzata quella interna; utile e pratica quella esterna.
Toilette: alquanto ampia e ben attrezzata (c’è pure la cabina doccia) quella della cabina armatoriale; abbastanza pratica quella del quadrato.
Locale equipaggio: eccellente in rapporto alle dimensioni e all’impostazione sportiva dello scafo.
Sala macchine (ambiente): volume alquanto ampio e ben aerato che consente di raggiungere senza difficoltà i vari organi.
Sala macchine (allestimento tecnico): impiantistica di alto livello, sia per la qualità dei vari dispositivi sia per l’ottima realizzazione.
Risposta timone: particolarmente pronta e precisa.
Risposta interceptor: assai efficace, persino alle basse velocità.
Stabilità direzionale: ottima a tutte le velocità.
Raggio di accostata: contenuto a tutte le velocità.
Stabilità in accostata: eccellente, con accentuato ma pienamente sicuro sbandamento (inclinazione trasversale) a tutte le velocità.
Manovrabilità in acque ristrette: il joystick rende tutto molto facile e intuitivo.